Monte Sant’Angelo è un comune italiano di 12 719 abitanti della provincia di Foggia, in Puglia, celebre per il santuario di San Michele Arcangelo (Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO), è meta di pellegrinaggi dei fedeli cristiani sin dal VI secolo. È sede dell’Ente Parco Nazionale del Gargano.

STORIA

Sebbene il centro urbano sia stato fondato attorno all’anno 1000, la storia di Monte Sant’Angelo è precedente di almeno cinque secoli. Secondo la tradizione, un certo Elvio Emanuele, ricco pastore e signore del Monte Gargano, aveva smarrito un toro di sua proprietà. Dopo vari giorni di ricerca lo trovò inginocchiato all’interno di una spelonca quasi inaccessibile. Vedendo l’impossibilità di dargli soccorso, il ricco pastore scoccò una freccia che inspiegabilmente, tornò indietro, ferendolo. L’uomo rimase assai turbato dell’accaduto e raccontò il tutto al vescovo di Siponto, san Lorenzo Maiorano. Questi così ordinò ai fedeli tre giorni di penitenza. Al terzo giorno, l’8 maggio del 490 l’arcangelo Michele apparve al santo vescovo e gli ordinò di dedicare la grotta al culto cristiano in suo nome. Dopo questa apparizione (detta del Toro) l’Arcangelo si manifestò al vescovo Maiorano nel 492 e nel 493. Nel VII secolo i Longobardi (in tale periodo l’Italia del mezzogiorno era dominata dai Longobardi), particolarmente devoti di san Michele, elevarono la grotta a loro santuario nazionale. Attraverso il tratto della Via Francesca si sviluppò un intensissimo flusso di pellegrini. Saccheggiata dai saraceni nell’871, nella seconda metà del X secolo la Sacra Grotta divenne meta obbligata dei crociati diretti in Terrasanta. In seguito nei pressi della grotta andava sviluppandosi il centro urbano che fra il 1086 e il 1105 divenne capitale di un vasto possedimento normanno, fondato da Enrico figlio di Roberto conte di Lucera. Il possedimento comprendeva l’intero Gargano. Nel 1401 Monte Sant’Angelo ottenne da papa Bonifacio IX il titolo di Città. Nel Seicento Monte Sant’Angelo entrò a far parte del Regno di Napoli e nell’Ottocento del Regno d’Italia. Secondo la tradizione, nel 1656 durante un’epidemia di peste, l’Arcangelo si sarebbe manifestato al vescovo della diocesi Giovanni Alfonso Puccinelli dispensando grazie e guarigioni. Dal 1700 in poi nacquero molti quartieri nuovi che modificarono in parte l’aspetto originale delle antiche mura dell’VIII secolo, che fino ad allora erano rimaste immutate. È stato sede fino al 2010 della Comunità Montana del Gargano (soppressa nello stesso anno). Dal 2014 è presente invece una delle sedi di un’agenzia della Regione Puglia, l’ARIF (Agenzia regionale attività irrigue e forestali).

RICONOSCIMENTO UNESCO

Il 25 giugno 2011 il Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo diventa Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO con il circuito seriale The Longobards in Italy, Places of Power, 568 – 774 A.D., entrando a far parte della schiera dei più autorevoli Beni Culturali del mondo e cioè nella World Heritage List.

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MONUMENTI E LUOGHI D’ INTERESSE

  • Santuario di San Michele Arcangelo (patrimonio UNESCO), antico centro di culto d’epoca romano-bizantina che raggiunse una grande notorietà nel VII secolo in epoca longobarda, divenendo uno dei maggiori centri di pellegrinaggio d’Europa dedicato al culto dell’arcangelo-guerriero S. Michele, particolarmente venerato dalle popolazioni nordiche come i Normanni, il santuario assunse la configurazione attuale nel XIII secolo durante il regno di Carlo I d’Angiò. Il portale ha battenti in bronzo (1076) dove sono raffigurate scene del vecchio e del nuovo testamento. Attraverso l’aula interna si accede alla grotta dell’apparizione. Qui si trova un altare e una statua realizzata da Andrea Sansovino raffigurante l’arcangelo. Recentemente, però, la critica ha attribuito l’opera allo scultore fiesolano Andrea di Pietro Ferrucci, contemporaneo del Sansovino. L’altare della Madonna risale al XI-XII secolo; il santuario è custodito oggi dai padri micaeliti.
  • Tomba di Rotari, è un battistero del XII secolo. Sull’architrave del portale vi sono preziosi rilievi;
  • Tempio di Sant’Apollinare, la chiesetta risale al VII-VIII secolo. Originariamente costituita da una cappella scavata nella roccia, in parte ancora esistente, nel 1910 su iniziativa dell’asceta Antonio Ricucci è stata in parte ampliata.
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore, la chiesa è situata nei pressi della basilica. Di origine molto antica, fu fatta ricostruire nel secolo XI da Leone Garganico, arcivescovo di Siponto e di Monte Sant’Angelo. In seguito, sotto la reggenza di Costanza d’Altavilla, madre di Federico II di Svevia, si intraprese la ristrutturazione globale della chiesa.
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine, nasce come struttura conventuale dei padri dell’Ordine del Monte Carmelo nel 1577 su un suolo, fuori dalla cinta muraria della città (oggi invece pieno centro urbano). Solo però nel 1780 la chiesa venne completata.
  • Chiesa di San Francesco D’Assisi, si può far risalire al periodo compreso fra il 1343 e il 1352, quando Giovanna I d’Angiò, sovrana del Regno di Napoli, su richiesta dell’arcivescovo sipontino-garganico Pietrone commissionò i lavori di costruzione.
  • Chiesa di San Salvatore, la chiesa longobarda è situata all’interno del rione Junno. Si afferma che essa risalga all’età longobarda. Al suo interno si trovano iscrizioni murarie datate dal XII al XIII secolo. Nel 2012 è stata candidata “Luogo del cuore” FAI.
  • Chiesa della Santissima Trinità, in origine la chiesa con annesso convento apparteneva alle monache clarisse che lo fondarono nei primi anni del Quattrocento. Nel tempo la chiesa fu ampliata e in seguito abbandonata nel maggio del 1887. Parte del complesso è adibito a biblioteca comunale e parte è sede del centro studi di Giorgio Otranto. La chiesa invece ospita saltuariamente messe.
  • Chiesa di San Benedetto, il complesso monastico con annesso ospedale dei pellegrini venne fatto costruire dalla principessa angioina Agnese di Durazzo nel 1340 circa. La chiesa inizialmente era intitolata a san Giovanni Battista, solo nel 1500 venne dedicata a san Benedetto; ristrutturata poi nel secolo XVIII, con l’inserimento di particolari barocchi e la costruzione del campanile posto di fronte all’ingresso della stessa. In seguito, il convento diviene sede del Comune della città.
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, la chiesa del Sacro Cuore di Gesù è situata nel rione Fosso della città. Essa è conosciuta anche con l’appellativo di chiesetta.
  • Chiesa di Sant’Antonio Abate, la chiesa di Sant’Antonio Abate è una chiesa di piccole dimensioni, la sua è un’architettura sacra romanico-pugliese del XII secolo.
  • Chiesa di San Giuseppe, la chiesa originariamente era dedicata all’Annunziata. Nel Settecento l’edificio ecclesiale fu ricostruito ed ampliato.
  • Chiesa della Madonna della Libera, è situata a fianco dell’ingresso che porta alla grotta del santuario micaelico. È stata edificata nel 1879. In essa si trovano, oltre alla statua della Madonna della Libera, anche le statue di sant’Anna e santa Lucia.
  • Chiesa dell’Incoronata, inizialmente essa era dedicata a san Leonardo. Al suo interno, oltre all’altare principale che ospita la statua della Madonna Incoronata, vi sono altri tre altari dedicati a san Leonardo, alla Madonna delle Grazie e a san Giacomo Maggiore.
  • Chiesa di San Nicolò, i lavori di costruzione della chiesa, con annesso convento dei padri cappuccini, ebbero inizio nel 1595. Il convento della chiesa oggi è una casa riposo per anziani.
  • Chiesa dell’Immacolata Concezione, l’inizio dei lavori di costruzione dell’edificio di culto ebbero inizio nel 1982 e terminarono in due anni. Nel 1984 e per la precisione l’8 dicembre la chiesa venne aperta.

QUARTIERI STORICI E D’ INTERESSE

Rione Junno

La nascita di tale quartiere risale al VI secolo. Il quartiere ha una struttura tipicamente medioevale. Il rione Junno (alcuni lo chiamano Pilunno) è caratterizzato dalla presenza di tante piccole case a schiera ad un solo piano e tutte di colore bianco (tinteggiate con la calce, molto usata nel passato), con la porta centinata sormontata da una grande e unica finestra con tetto a due spioventi e da strette stradine, basse scalinate, e spazi molto piccoli. Visto nell’insieme sembra un presepe a dimensioni naturali. Esso fu popolato da gente economicamente più povera.

Rione Grotte

L’altro quartiere storico di Monte Sant’Angelo è il rione Grotte, in seguito chiamato anche di Sant’Apollinare (per la presenza del Tempio cattolico presente nel rione). Esso è costituito da abitazioni basse, scavate nella roccia. In tale quartiere vi abitava la parte della popolazione più povera di Monte Sant’Angelo.

Rione Carmine

Tale quartiere storico prende il nome dalla chiesa presente in esso (Chiesa dedicata alla Madonna del Carmine). Il rione è caratterizzato da case a schiera che guardano al golfo di Manfredonia. Esso venne subito considerato come uno dei più prestigiosi quartieri della città dato che fu popolato da gente facoltosa, dai potentati locali.